giovedì, 27 marzo 2008, ore 12:47

Amatualaimanoxxxx!!!!! aeternitatis fragmentaaaaa!!!
maldoror81
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :
sabato, 09 settembre 2006, ore 18:26

 PART 1

 

 

 

scommettere su se stessi

appropriazione indebita di una malattia indefinita

malcostume – volentieri vorrei voglie volubili

ed eliminare facili allitterazioni dai miei vetusti trapassi

essere l’altro dell’altro dell’altro – non fingermi altrove

unica uscita il vetro

unico mostro il volto

la voce vigliacca di un vecchio suscita ribrezzo… infinito

 

ammazzami tempo

e smetti di ospitarmi

tirami fuori – le viscere

regalale ad un agnello dal viso corrotto

smettimi sui miei passi

augurami

una forma retrattile

 

bimbe bionde brucano – tenerezza – facile

abbandoni e riverberi cutanei – ancora per poco – ingannano

pelli bianche – immacolate vergini

mein rabbi tutto rosso

croce x croce – per un quadrato di resurrezioni mosce

dritte dipartite – ecco il meglio

quattro erezioni buone per sgominare un risveglio de-s-caduto

quattro erezioni per un giorno di festa

dopo tre giornate di volgare attesa prevenuta

morte nella mano – ecco il meglio

la viva dura morte nella mano – ecco il dono

 

sangue e capelli impiastricciati al vento collinoso

siamo alla frutta – santi amici del popolo

guarda sangue e guarda sodomia

scegli il più grosso – scruta il più fondo anagrammarsi di carezze

anonima polvere rossa – il più misero e abusato dei capricci

come antidoto a quei ricci – attaccati – ancora? – al vento

maldoror81
domenica, 04 giugno 2006, ore 17:14

inutile
albergatore dell’inutile… mi lasci
stanza singola…
ma che le frega??? lo so che siamo in due…
stanza singola, porca miseria!!!
 
la smetta.. il suo albergo è un cosa inutile
come queste pareti sporche
non ci provi a ripulirle
lei è tutto qui dentro ma non mi frega mica, sa
 
singola ho detto e la finisca con le astrazioni
che rompipalle non vuol capire
che adesso ormai più non potrei
metter fine a quel proposito del cazzo
 
e cazzo non si rattristi
perché non mi può vendere le sue speranze secche
mi scoccia dirle tutto… farò tutto in silenzio
la stanza come prima
 
l’odore quello poi… basta un po’ di fantasia
lo tolga con la testa, con estati e gelatai
per quello che mi resta
io salgo sopra – adesso o mai
 
 
 
maldoror81
Permalink ¦ commenti (8)¦ commenti (8)(popup)
categoria :
domenica, 04 giugno 2006, ore 16:58

 

 

a lato... ca lato... c'è qualcosa che non è ancora nulla

maldoror81
lunedì, 03 aprile 2006, ore 00:07

 
Mordere l’osso
Stare stare stare
Aspettare
Uno due tre   momenti
Zitti… non disturbare
Rimanere.. non bagnarsi
Stare all’asciutto... masturbarsi
Ma (per) sempre in silenzio
Come animali senza voglie
Come polli in gabbia – fissi
Stupidi, eppure vergini
Nonostante… 
            La parola più bella
            Se il tempo stesse per finire
            La parola più dolce
            Ma il tempo continua…
            E questo... nonostante
            tutto mi escluda
            e
            tutto (solo) a me mi mette davanti
 

 

maldoror81
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :
domenica, 12 marzo 2006, ore 14:30

 

 

Urgente fatalità di una sovra-esposizione

maldoror81
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : smoking alone
domenica, 12 marzo 2006, ore 13:32

Prendi e gira

    – vuota e vaga –

         scaramella e mastica

 

Nessun abito

     nessun talamo                    

          agguerrite ipoteche

 

Perdonare passati

ed ornare busti infettati

dagli atti

…latti – bestiali

       sottratti

Piccole pene quotidiane

Pudico figurante mondano

       sociale e querulo

 

In-clito verso

            mi ci abbandono

            come un manzo pacificato

            che è quanto soltanto

            da lungi ho guardato

 

Tre per due: sostituti vendonsi

si guariscono mali e

si soccorrono i perduti

 

Prendi e gira

– vuota e vaga –

         scaramella e mastica

 

…mentre mi adombro abbandonato

            ai larici

di questa mia vi(ll)e anelastica

 

 

maldoror81
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :
martedì, 28 febbraio 2006, ore 01:55

Mary e Cloe                                                 (in-utero)

 

 

 

 

 

 

 

         Sul vagone verde della metropolitana che l’avrebbe portata a casa Mary stava pensando ancora al film. Era contenta per quella serata trascorsa assieme alla sorella, e poi il film era stato davvero niente male. A Mary piaceva pensare ai film che aveva appena visto mentre ritornava a casa con la metro; sì, d’accordo, era una cosa che dava un certo senso di solitudine, ma a Mary piaceva lo stesso. Cloe era seduta sul sedile accanto al suo e sembrava che stesse dormendo. In realtà era quasi distesa; Mary la guardava cercando di scoprire quali fossero quei piccoli particolari che le distinguevano, ciò che le rendeva riconoscibili, diverse l’una dall’altra. Quando Cloe dormiva Mary la guardava spesso; si domandava se anche Cloe avesse la stessa abitudine, ma non glielo aveva mai chiesto. Avevano diciannove anni e si somigliavano ogni giorno di più, più del giorno in cui erano nate, più della foto di carnevale, più di quanto i loro stessi genitori avessero mai immaginato.     

         Il vagone era deserto… il rumore dei binari si ripeteva… Mary continuava a guardare Cloe che dormiva come se la vedesse per la prima volta. Anch’io avrò questa espressione quando dormo – pensava Mary –, farò anch’io questi piccoli sbuffi ogni tanto, strofinerò anch’io la guancia contro il cuscino tirando quasi impercettibilmente su col naso… Pensava a queste cose, Mary, e intanto le venne voglia di vedere meglio il viso della sorella.

Quando allungò la mano per scostare i capelli biondissimi che le erano calati sugli occhi, Cloe si agitò un po’ sul sedile, emise qualche mugolio sommesso e poi iniziò a parlare. Mary non volle fermarla, tanto sul vagone c’erano soltanto loro.

         – Mmm… dai… non adesso, no… No, no, qualcuno potrebbe sentirci… dai, non siamo soli, non voglio... per favore.

Mary continuò ad accarezzarle la testa facendo attenzione a non svegliarla. Non aveva mai sentito sua sorella parlare nel sonno e quel fatto insolito la incuriosiva non poco. Guardò l’orologio; ci voleva ancora un po’ prima che fossero arrivate alla loro fermata.

– No, fermo… non possiamo… c’è mia sorella… potrebbe svegliarsi… Mia sorella, sì… dorme in camera con me… sì, siamo uguali… gemelle… No, non voglio, ho detto… mi vergogno.

Mary capì che cosa stesse sognando la sorella ed ebbe la sensazione di arrossire, anche se non poteva vedersi. Per un attimo fu tentata di svegliarla, in effetti era tutto piuttosto imbarazzante. Ora la sveglio – si disse –, lei al posto mio lo farebbe.

– Andiamo smettila! Smettila, ho detto!

Cloe ebbe un sussulto, si attorcigliò ancora di più su se stessa e si aggrappò forte alla sorella. Mary era sempre al suo fianco e sentiva l’agitazione della sorella come fosse sua.

– Mary… ma… sei tu.

Mary passò delicatamente una mano sul viso della sorella pensando che si fosse svegliata, ma presto Cloe ricominciò a parlare. Stava ancora sognando.

– Dov’è andato quello lì? L’hai mandato via? Oh, Mary io non volevo, sai, ma quello insisteva… Voleva svegliarti, voleva vedere anche te… voleva vedere se siamo davvero uguali. Io gliel’ho detto che stavi dormendo, che non dovevamo svegliarti, ma quello insisteva… Ma ora non c’è più, eh? L’hai mandato via, non è vero?

Mary non rispondeva. Adesso sentiva un po’ di caldo. Si chiedeva se la sua voce sarebbe riuscita a tranquillizzare la sorella, ma pensò che era meglio se non diceva niente.

– Mary, quell’uomo era cattivo… voleva separarci… Io volevo che tu mi aiutassi, ma non ci riuscivo, non riuscivo a chiamarti… Tu dormivi e non potevi aiutarmi… per un attimo ho pensato che mi avessi abbandonato… Oh, Mary scusami, ero tanto spaventata.

Adesso erano entrambe riavvolte e strette l’una all’altra. Mary poteva sentire il respiro di Cloe: piano piano si stava calmando… adesso si sentiva al sicuro, con lei accanto.

– Non voglio vederlo più… mai più. Non voglio pensarci più… è brutto e cattivo… è cattivo e non sa giocare… brutto e cattivo… non sa giocare come noi.

La voce di Cloe era diventata un sussurro e Mary riusciva a capirla soltanto perché erano davvero vicine. Guardò la sorella e la vide piccola come una bambina; si chiese se anche lei fosse così fragile e impaurita. In effetti era una domanda del tutto inutile: la risposta la conosceva da sempre. Si domandò se Cloe avrebbe ricordato qualcosa di quel sogno… In quel momento desiderò di addormentarsi anche lei, di sognare nel buio per poi magari dimenticarsi di tutto.

Adesso erano così vicine… quasi unite, e tenevano tutte e due gli occhi chiusi. Cloe, che aveva smesso di parlare, prese lentamente la mano di Mary.

Qualche minuto più tardi, giusto un po’ prima di arrivare alla loro fermata, Cloe si svegliò. Ancora intontita si raddrizzò sul sedile, si diede uno sguardo intorno e poi posò gli occhi su Mary:

– Che cosa è successo? Perché siamo così sudate?

 

 

 

maldoror81
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :
martedì, 28 febbraio 2006, ore 01:39

 

 

Un brulicare nascosto, ovvero la passione indifferente dell'essere guardati

maldoror81
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : smoking alone
domenica, 26 febbraio 2006, ore 03:50

pacifico

ERRARE

DAVANTI

A MURI

SCREZIATI

STRAZIATI (?)

DA SCRITTE

DI POVERI

AMANTI

maldoror81
Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria :